Licata: alla scoperta del suo mare, della sua storia e della sua cucina
Mercoledì 8 Giugno 2011
All’ombra della Valle dei Templi, a due passi dal mito del Gattopardo, tra la collina e il mare, Licata potrebbe essere una meta ideale per la vostra vacanza in Sicilia, all’insegna di arte e natura.

Si affaccia sull’azzurro ed immenso mare Mediterraneo, la sua posizione l’ha consegnata alla storia e conserva vestigia millenarie. Mohamed Dragut, capo della flotta franco – turca, nel 1553 invase Licata e la mise a ferro e fuoco. I pirati, dice la leggenda, scoccarono delle frecce incendiarie contro il Cristo della Madrice, ma la statua in legno non bruciò, rimase soltanto annerita. Quel “miracolo” può essere osservato ancora oggi raggiungendo il corso Vittorio Emanuele, e visitando la cappella del Cristo Nero della chiesa Madre.
Il legno intarsiato è ricoperto da un sottile velo di oro zecchino. Le spiagge di sabbia dorata sono certamente il valore aggiunto di una visita in città. Venti chilometri di arenili bagnati dal mare Mediterraneo, tra spiagge libere immerse nella natura, calette solitarie e seminascoste, e ampie baie attrezzate e complete di servizi.
Dopo aver preso il sole sdraiati sulla sabbia dorata, al tramonto fate un giro in centro: Il museo della Badia che ripercorre millenni di storia tra insediamenti preistorici, resti della città greca di Finziade e vestigia medioevali.
Al museo, dopo la ristrutturazione sarà esposto il “tesoretto della Signora” un tesoretto greco appartenuto ad una nobildonna del tempo, oltre cinquecento monete, monili d’oro, collane e bracciali.
Passeggiando per il centro storico di Licata, ma anche lungo la collina che cinge la città non potrete non rimanere affascinati dai palazzi Liberty di fine ‘800, in Sicilia Licata, dopo Palermo, è la città dove meglio questo stile architettonico si è espresso.
Entrare tra i vicoli della Marina è come fare un salto verso sud di centinaia di kilometri, tra il quartiere Arabo della Marina e i Suq del Nord Africa la differenza è minima, sta nella “parlata” degli abitanti, l’arabo aldilà del Mediteraneo, il siciliano da questa parte, tra le viuzze strettissime potrete notare i pescatori che riparano le reti, sempre disponibili a farsi fotografare. Dagli arabi agli spagnoli il passo è breve, la loro dominazione ha lasciato tracce tangibili nelle tradizioni religiosi. La settimana Santa per esempio, tra le vie della Marina si susseguono processioni struggenti e piene di passione religiose che vi faranno tuffare, senza spostarvi dall’Italia, nell’Andalusia.
I Riti della Settimana Santa riprendono, ormai dal lontano ‘400, quelli spagnoli. L’ultima importante opera pubblica realizzata dagli spagnoli svetta fiera e imponente sulla sommità del Monte Sole, l’antico Eknomos greco: Il maestoso Castel Sant’Angelo, oggi ospita un museo etnografico ma anche mostre e concerti di musica classica o jazz.

Non dimenticate la nostra cucina, in estate colazione con granita di limone e brioches calde, potete trovarne in ogni bar ed in ogni chiosco. A pranzo o a cena pesce freschissimo appena pescato e poi portato in tavola.
Voi stessi potete andare a sceglierlo al porto, al rientro dei pescatori in rada. Potete gustarlo in riva al mare, nei chioschi sulla battigia, o nelle tipiche trattorie site vicino al porto oppure farvi servire nei migliori ristoranti della città, segnalati dalle guide Michelin, Gambero Rosso, Osterie d’Italia o l’Espresso.
Per finire, basta allontanarsi dalla costa di qualche chilometro per scoprire e visitare piccole cantine che producono senza dubbio il miglior Nero d’Avola della zona, fatevi accompagnare tra i filari, immersi nella pace e nella tranquillità della terra di Sicilia ne rimarrete estasiati..ed inebriati!
Si ringrazia per l’invio di questo splendido articolo Giuseppe Patti (B&B al Cortiletto)
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