Dolcezze dal Centro Italia
Venerdì 13 Maggio 2011
Qualche giorno fa abbiamo fatto una gustosissima incursione tra i dolci tipici del Nord Italia, assaporando Mont blanc, Krapfen, Amaretti, Baci di dama, la Torta Bonissima….
Come promesso prosegue il nostro viaggio alla scoperta delle golosità che ci riservano le altre regioni della nostra splendida Italia…in barba ai buoni propositi per la nostra dieta!
Riprendiamo dalla Toscana, terra solare in cui ci allietano i famosissimi Cantuccini, i biscotti dorati e croccanti con le mandorle, perfetti da inzuppare nel vin santo.
A Siena possiamo assaggiare il Panforte. Il più rinomato dei pani speziati ha origini antiche, risalenti al Medioevo. Quando nel 1879 la regina Margherita si recò in visita a Siena, uno speziale per l’occasione ricoprì il dolce con zucchero a velo al posto del pepe nero conferendovi l’aspetto del Panforte Margherita da tutti noi conosciuto.

Altra specialità senese sono i Ricciarelli, morbidi pasticcini dal gustoso sapore di miele e mandorle. Golose varianti sono i Ricciarelli grezzi, ricoperti di cioccolato fondente.
Per gli irriducibili amanti della linea la Schiacciata alla fiorentina è l’ideale perché preparata con olio extravergine di oliva senza burro. È un dolce morbido tipico del Carnevale di Firenze, ma adattissimo in ogni altra occasione.
Ci spostiamo verso Lucca e assaggiamo obbligatoriamente il Buccellato perché come recita l’adagio: “Chi viene a Lucca e non mangia il buccellato è come non ci fosse mai stato”. Ancora segrete le dosi esatte del dolce della tradizione gastronomica lucchese preparato con uva passa e semi di anice.
I Brigidini di Lamporecchio in provincia di Pistoia hanno una storia singolare: sembra che siano nati per sbaglio durante la preparazione di ostie in un convento di monache devote a Santa Brigida da cui il loro nome. Si tratta di cialde dorate vendute soprattutto in occasione di sagre e fiere.

A Massa e Carrara ci viziamo invece con la Torta di riso dolce, tipica della tradizione pasquale a base di uova, latte, riso e liquore.
Giungiamo nelle Marche e chiediamo il Ciambellone, dolce della tradizione rurale preparato con uova, latte, zucchero, burro, lievito, liquore mistrà o rum. Si possono aggiungere scorzette di cedro candito e uvetta.
La sapa si ottiene da una lunga cottura del mosto ed è l’ingrediente principe dei Cavallucci e dei Sughetti, da gustare in particolare nelle province di Ancona e Macerata. I primi sono preparati soprattutto nel periodo natalizio e sono composti da una sfoglia che racchiude un ripieno di sapa, liquore, mandorle, noci, caffè, fichi, uvetta, canditi, cioccolato fondente, cacao e pangrattato. I secondi, denominati anche sciugheti, sapetti o fumi cotti, presentano una forma rotonda. Alla sapa si uniscono farina di granturco, pinoli, noci, mandorle e semi di zucca.
Se invece vi trovate nelle Marche nel periodo di Carnevale vi consigliamo di assaporare i gustosissimi Scroccafusi. 
Il loro nome probabilmente deriva dal rumore che si provoca nell’addentarli. Possono essere fritti o al forno, nel primo caso vanno immersi nel miele, nel secondo invece vanno cosparsi di zucchero e liquore (preferibilmente rum). Secondo un’antica superstizione maceratese, la buona riuscita degli scroccafusi verrebbe pregiudicata dall’ingresso in cucina di un estraneo o di un futuro parente. In tal caso bisogna correre ai ripari sputando tre volte in terra e tracciando un segno propiziatorio sul pavimento!
Si narra che il Frustingo o Bostrengo, diffuso soprattutto ad Ascoli Piceno, sia il più antico dolce di Natale, addirittura anteriore al Natale stesso. Sembra che Piceno abbia ereditato la ricetta dagli etruschi e che il dolce fosse apprezzato da Plinio, che era solito accompagnarlo al miele. La preparazione prevede l’utilizzo di pane raffermo, fichi secchi, frutta secca, cioccolato, sapa, spezie e mistrà all’anice.
Tra un assaggino e l’altro siamo arrivati in Umbria. Conservatevi un posticino perché stiamo per assaporare (ahinoi solo metaforicamente!) una prelibatezza conosciuta e apprezzata in tutto il mondo.
Perugia è la capitale del cioccolato e difatti dal 1994 è sede di una golosissima manifestazione, l’Eurochocolate che ogni anno a fine ottobre attira migliaia di appassionati. Un cioccolatino in particolare ha fatto la fortuna di una nota azienda e … anche di noi tutti che possiamo gustarlo: il Bacio. Chi non conosce questo cioccolatino fondente ripieno di gianduia e nocciole accompagnato da un messaggio d’amore? Nessuno direbbe che originariamente questa prelibatezza fosse chiamata, in maniera non propriamente romantica, Cazzotto … eppure è proprio così!

Un dolce tipico perugino è il Torciglione, dolce secco a base di mandorle a forma di serpente; le squame sono fatte con pezzetti di mandorle o pinoli, le orecchie con il cedro candito e gli occhi con chicchi di caffè.
È possibile gustare in tutta la Regione la Rocciata, dolce di pasta sfoglia a forma di spirale che racchiude un impasto di mele, noci, zucchero e olio d’oliva, si possono poi aggiungere a piacere cacao, fichi secchi, uva sultanina, alchermes o marmellata.
Ci sentiamo ancora…leggerini e allora spostiamoci nel Lazio e precisamente a Roma dove assaporiamo il Maritozzo con la panna! Il nome deriva da una deformazione del termine “marito” e infatti anticamente veniva donato dal fidanzato alla promessa sposa il primo venerdi di marzo, l’odierno San Valentino. Il romantico dolce presentava sulla superficie due cuori di zucchero e poteva custodire un anello o un oggetto d’oro! Un’antica tradizione che ad avviso del popolo femminile andrebbe ripristinata! Oggi si gusta per lo più a colazione accompagnato da un cappuccino fumante, può essere semplice, ripieno di crema o panna montata.

In provincia di Rieti e Viterbo possiamo assaggiare una gran varietà di ciambelle: Ciambelle con l’anice, Ciambelle di magro, Ciammellitti allissi, Ciambelle scottolate, Ciammelle d’ova, Ciammelle d’acqua.
Spostandoci verso Latina possiamo invece deliziarci con la Crostata di visciole, ripiena di marmellata d’amarena.
A Viterbo è usanza preparare i Tozzetti, molto simili ai Cantucci toscani ma che prevedono l’uso delle nocciole anziché delle mandorle e il Pangiallo, tradizionale dolce natalizio a base di mandorle, pinoli, uvetta, zafferano e cannella.
In Abruzzo dolcezza e poesia si fondono in un connubio perfetto. Il tipico dolce abruzzese, il Parrozzo, viene celebrato addirittura da Gabriele D’Annunzio: “E’ tante ‘bbone stu parrozze nove che pare na pazzie de San Ciattè, c’avesse messe a su gran forne tè la terre lavorata da lu bbove, la terre grasse e lustre che se coce… e che dovente a poche a poche chiù doce de qualunque cosa doce…”.

Sulmona, in provincia de L’Aquila, vanta una tradizione secolare di Confetti: sono coloratissimi e originalissimi, si va dai confetti classici bianchi alle mandorle a quelli alle nocciole, al cioccolato, ai pistacchi, ai canditi, rivestiti con zucchero o cioccolato, lisci o a superficie rugosa. Uno spettacolo non solo per il palato ma anche per gli occhi le variopinte composizioni artistiche: fiori, bouquet, cestini…l’unica regola è lasciarsi guidare dalla fantasia!

Probabilmente meno conosciuti sono i Ceci ripieni, dolcetti tipici sulmonesi che prevedono un insolito accostamento di ceci e cioccolato. I ceci sono utilizzati anche nella preparazione dei Cagionetti, dolci natalizi a forma di raviolo, ripieni, oltre che di ceci, di cacao, mosto cotto, scorzette di arancio e cannella.
Altra squisitezza della tradizione abruzzese sono le Ferratelle, cialde che si ottengono versando l’impasto di uova, farina, zucchero, olio di oliva, anice e vanillina su una doppia piastra rovente, denominata “lu ferre”. Possono gustarsi da sole o accompagnate con creme, marmellate o gelato.
Concludiamo nel Molise il nostro viaggio nel gusto del Centro Italia e concediamoci una fetta di Fiadone, composto da due sfoglie circolari che racchiudono un ripieno di formaggio fresco, uova, zucchero, uva sultanina, frutta candita, liquore e cannella.
Se vi trovate nel molisano durante il periodo natalizio vi consigliamo di assaggiare i Cauciuni, fagottini fritti ricoperti di zucchero a velo che celano al loro interno un golosissimo ripieno di castagne lesse, cioccolato fondente, miele, mandorle, canditi e rum. Ma non dimenticate le Ostie chiene, cialde croccanti che racchiudono un impasto di miele, cioccolato fondente, cacao, noci, vaniglia, scorzette di limone, mandarino e arancio. 
Durante il periodo pasquale è invece possibile gustare la Pigna che richiede ben 3-4 giorni di lievitazione, quando è ancora tiepida va ricoperta con una glassa ottenuta mescolando lo zucchero agli albumi e va decorata con confettini colorati.
Non temete non abbiamo certo dimenticato le delizie delle regioni meridionali.
Vi diamo appuntamento alla prossima settimana per gustare insieme a voi sfogliatelle, babà, cannoli, cassate…e quanto di meglio ci offre l’arte dolciaria del Sud Italia!
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I dolci tipici del Sud Italia dice:
Pubblicato il 19 05 2011 alle 08:05
[...] aver assaporato (con la fantasia) i dolci tipici del Nord Italia e le golosità del Centro Italia, il nostro ipercalorico viaggio tra torte, biscotti, pasticcini, creme, krapfen, bignè e maritozzi [...]