Archivio per la categoria 'Mostre d'Arte'

Rembrandt e Vermeer in mostra a Roma

VermeerDal 10 Novembre al 15 Febbraio 2009 a Roma, al Museo del Corso, verranno esposti alcuni dei capolavori della pittura olandese e fiamminga del ‘600. Si potranno ammirare collezioni dei celebri Rembrandt, Vermeer, Van Dyck, De Hooch e Rubens.

La mostra sarà un’occasione da non perdere, in quanto gran parte delle opere è esposta abitualmente a Berlino.

La rassegna avrà lo scopo, attraverso queste opere, di indagare l’intimità familiare della vita borghese e testimoniare i valori civili e sociali dell’Olanda del Seicento, periodo significativo per il paese, grazie al progresso economico e culturale raggiunto.
La borghesia nascente vuole, in quel periodo, che sia rappresentata la propria prosperità, così i pittori realizzano delle vere e proprie scene di intimità familiare.

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Mostra del Correggio a Parma

correggioDal 20 settembre 2008 fino al 25 gennaio 2009 si terrà, nelle sale della Galleria Nazionale in Pilotta, il grande evento “Correggio 2008†che, per alcuni mesi, porrà Parma al centro del panorama culturale internazionale e permetterà di scoprire un grande artista.

Proprio a Parma si trovano le opere sacre più celebri di Correggio, come la Madonna di San Gerolamo e la Madonna della Scodella, conservate insieme ad altre, per un totale di sette, nelle sale della Galleria Nazionale.
Straordinaria è la Camera di San Paolo, per la sua immagine antiquaria della mitologia classica, ma non sono da meno le due cupole di San Giovanni Evangelista e della Cattedrale.

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Torino tra i Mercatini di Natale e la Merenda reale

mercatini-di-torinoAvete già deciso cosa fare per il ponte dell’Immacolata?

Scoprite cose vi propone la città di Torino, soprattutto per il weekend dal 6 all’8 dicembre.

Il Natale, declinato nelle sue numerose sfaccettature, è protagonista all’antico Borgo degli stracci di Torino, un’area che si estende su 150mila mq,
Infatti dal 5 al 23 dicembre, in Piazza Borgo Dora sarà dato spazio ai Mercatini di Natale: il Borgo degli antiquari verrà illuminato dalle 100 bancarelle e dai 51 chalet che verranno allestiti nel cortile interno del Maglio e intorno al grande albero di Natale, per proporre artigiano, prodotti tipici, addobbi e tutto ciò che riguarda la corsa sfrenata allo shopping natalizio.

Tra una visita e l’altra, un mercato ed un altro, sarà possibile degustare le specialità del luogo negli oltre 15 ristoranti e locali del quartiere, che rimarranno aperti fino a tardi.

La città di Torino propone anche un’altra alternativa: la visita dei Mercatini può essere abbinata all’itinerario “Weekend con Merenda Realeâ€. Si tratta di una formula che, partendo da 74 euro a persona, propone due pernottamenti negli alberghi convenzionati, la carta Torino + Piemonte che offre ingresso gratuito in oltre 160 siti culturali, musei, mostre, monumenti, castelli, fortezze e Residenze Reali di Torino e Piemonte. Inoltre si può beneficiare dell’ uso gratuito dei mezzi di trasporto pubblico di superficie, dell’ascensore panoramico della Mole Antonelliana e della cremagliera Sassi – Superga, delle navette speciali per la Reggia di Venaria Reale - Parco La Mandria e una Merenda reale. Quest’ultima si svolgerà il 7 Dicembre nella Villa Malfatti.
La Merenda in questione riproduce le usanze della corte reale del ‘700, in cui si gusta una deliziosa cioccolata calda accompagnata da altre golose prelibatezze dell’arte pasticcera torinese.

Bancarelle e botteghe sempre aperte, addobbi e musica per una festa che vi toccherà il cuore.

Mostra di Picasso a Roma

picassoL’ultima volta che Pablo Picasso è passato per le gallerie di Roma era nel 1953, quando alla Galleria Nazionale di Arte Moderna era stata allestita una grande retrospettiva su uno dei più grandi artisti del novecento.

La mostra intende presentare le opere del grande maestro spagnolo, interessandosi di un particolare periodo della sua lunga carriera, ovvero gli anni tra le due grandi guerre. A quel tempo, Picasso stava attraversando contemporaneamente diverse fasi artistiche anche contraddittorie tra loro, senza mai scegliere un sentiero definitivo. Egli era attratto da varie correnti, non aveva ancora stabilito il suo equilibrio.

Il fine di quest’esposizione è proprio quella di dimostrare che questo era il suo modo di rispondere a molte istanze: ritorno all’ordine (neoclassicismo), astrazione (dato che egli dichiarò di non amarla, nessuno si è mai occupato del dialogo che ebbe con questa corrente), surrealismo, Matisse, espressionismo, ecc.

Un grande Picasso, dunque, che affronta tutte le tematiche artistiche del XX° secolo e non solo un eroe solitario che si occupa della sua complessa vita personale.

Organizzare questa mostra non è stato facile, infatti ci sono voluti anni di lavoro. Ottenere prestiti dalle collezioni pubbliche e private più prestigiose del mondo non è semplice.
È stato preso d’esempio il periodo tra le due guerre perché è quello rappresenta la svolta dell’artista. Picasso smette di sostituire una data maniera con un’altra e non scarta più nulla, inventando stili sempre nuovi senza mai eliminare quelli precedenti. Tanto che, nel corso degli anni, l’artista “si costruisce un incredibile arsenale di forme e approcci al quale attinge liberamente ogni volta che ne ha voglia e che lo ritiene opportunoâ€. A Roma, Picasso scopre una stratificazione unica delle vestigia del passato, dalle antichità romane agli splendori della rinascenza e del barocco.

La mostra avrà una lunga durata, e rimarrà in programma fino all’otto febbraio 2009 al Vittoriano a Roma.

Per informazioni:
La mostra apre tutti i giorni alle 9.30 e chiude dal lunedì al giovedì alle 19.30, il venerdì e il sabato alle 23.30 e la domenica alle 20.30.
I prezzi:
Il costo del biglietto intero è di 10,00 euro, quello ridotto di 7,50 euro.

Subiaco: un borgo ricco di spiritualita’

subiacoSubiaco, situato in provincia di Roma nell’alta Valle del fiume Aniene, è un affascinante borgo medievale.
Subiaco è un rinomato luogo di villeggiatura. Vicino a diverse stazioni sciistiche ed immerso nei rigogliosi boschi di un parco naturale è anche un polo d’attrazione artistico e religioso per la presenza di due splendidi conventi benedettini.

Qui infatti sono presenti:
Il Monastero Santa Scolastica, fondato come luogo di preghiera al tempo di San Benedetto nel V secolo.
Il convento vanta tre bellissimi chiostri, ciascuno d‘epoca diversa. Dei tre chiostri, il primo ed il secondo sono rispettivamente in stile rinascimentale e gotico, mentre il terzo, senza dubbio il più bello, è un’opera romanica dei maestri cosmateschi.

Il Monastero San Benedetto è probabilmente più bello da un punto di vista artistico. Lo stesso Petrarca ne rimase incantato per la sua bellezza. Il monastero fu eretto nell’undicesimo secolo, è principalmente composto da due chiese, Superiore ed Inferiore, entrambe arricchite da meravigliosi affreschi.

La chiesa Inferiore conserva una statua di ‘San Francesco’ probabilmente eseguita dal vivo, durante la sua visita a Subiaco nella prima metà del XIII secolo, perché il santo vi compare senza aureola. Sempre dalla chiesa Inferiore è infine possibile accedere al Sacro Speco, la grotta dove San Benedetto passò i primi tre anni della sua vita monastica.

Un altro luogo da visitare a Subiaco è il Parco naturale dei Monti Simbruini. Si tratta del parco più grande della regione Lazio per estensione e circa tre quarti della sua superficie sono ricoperti da splendidi manti boscosi. Il parco è noto per la ricchezza della fauna, qui troviamo aquile reali, lupi, volpi e cinghiali.

Le montagne sono un ottimo terreno sia per sport come il trekking durante l’estate, sia per gli sport invernali, primo fra tutti lo sci. Più a valle invece altre attività da poter praticare sono l’ equitazione e mountain-bike, mentre sul fiume Aniene è possibile andare in canoa.

Subiaco non è un paesino come un altro, anche se piccolo è ben concentrato!

Guarda il nostro speciale sui borghi d’Italia

Vedi anche i post sui borghi Sant’Agata de’ Goti, Buonconvento, Palombara Sabina

Il Museo Fellini

museo-felliniA pochi passi dalla stazione, nel centro storico di Rimini, troviamo il Museo Fellini, espressione diretta della Fondazione Federico Fellini e della famiglia del regista scomparso.
Il Museo si trova al piano terra della casa di famiglia e nasce dall’esigenza di rendere accessibili i materiali dell’Archivio della Fondazione oltre che a studiosi, ricercatori e specialisti, anche a un ampio pubblico di visitatori italiani e stranieri.

Le sale al momento ospitano periodiche esibizioni di disegni, costumi, elementi scenografici, bozzetti, foto, ecc., ma il progetto è di renderle tecnologiche utilizzando le più sofisticate risorse multimediali, le quali permetteranno di viaggiare all’interno dell’universo Fellini completamente in via informatica, ripercorrendo tutte le fasi della sua esperienza artistica e di vita, dagli esordi come disegnatore e umorista ai grandi capolavori della maturità fino agli ultimi progetti, cha la malattia prima e la morte poi hanno impedito di portare a termine.

Federico Fellini, uno dei registi più apprezzati di sempre del cinema italiano, dedica in questi giorni a Rimini, sua città natale, un’esposizione intitolata “I libri di casa miaâ€, che proseguirà sino al 13 aprile 2009, lunedì di Pasqua.
Oltre duemila i volumi in mostra al pubblico, provenienti dalla casa romana di via Margutta e dallo studio di Corso Italia, per la visione dei quali si è scelto di realizzare differenti percorsi tematici, ricollegati alle figure narrative più tipiche del regista, quali il circo, le navi, ecc.

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Ercolano in mostra al Mann di Napoli

statue al MannIl Museo archeologico nazionale di Napoli (MANN) è ritenuto uno dei più importanti al mondo sia per la qualità che per la quantità delle opere che espone, principalmente quelle di epoca greco-romana.
La costruzione dell’edificio, che attualmente ospita il museo, iniziò nel 1585.
Esso rappresenta una rilevante testimonianza architettonica: infatti è uno dei maggiori palazzi monumentali di Napoli.

Il Museo è diviso in sezioni: la Collezione Farnese, costituita da reperti provenienti da Roma e dintorni; le collezioni pompeiane di cui fanno parte appunto reperti provenienti da Pompei, Ercolano ed altri siti antichi dell’area vesuviana; le collezioni minori acquisite o donate al museo, come la collezione Borgia, la Santangelo, la Stevens, la Spinelli; reperti provenienti da scavi effettuati nell’area di competenza della Soprintendenza ai Beni Archeologici di Napoli e Caserta di cui il Museo fa parte.

Dal 15 ottobre fino al 13 aprile 2009 sarà in mostra al Mann di Napoli la mostra “Ercolano, tre secoli di scoperteâ€, dove si potranno ammirare oltre 150 opere, sculture ritornate alla luce grazie al lavoro di coloro che, in questi tre secoli, hanno lavorato agli scavi archeologici di Ercolano.

Il cuore pulsante della mostra sono le attestazioni del culto di Iside nei Campi Flegrei con materiali di recente ritrovamento presentati per la prima volta al pubblico, a Pompei, Ercolano, Napoli e Benevento.
Protagonista del percorso di mostra è la ricchissima documentazione del tempio di Iside di Pompei, costruzione del II sec. a.C. che si fa risalire ai rapporti commerciali tra Pompei e gli empori dell’Oriente, primo fra tutti quello di Delo: splendidi affreschi, sculture e strumenti di culto ricostruiscono la magica atmosfera del tempio.

Numerosi ritrovamenti di materiali ricollegabili ad Iside documentano la diffusione del culto, anche in ambito privato, tra gli abitanti della Campania agli inizi degli Impero, ed in particolare a Pompei ed Ercolano: si tratta di strumenti musicali tipici del culto di Iside, statuette, monili ed amuleti.

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L’antico borgo Sant’Agata de’ Goti

sagata-de-gotiSant’Agata de’ Goti è una città di 11.357 abitanti della provincia di Benevento. La cittadella storica sorge su uno sperone tufaceo tra due affluenti del fiume Isclero, l’ intera città si sviluppa alle falde del monte Maineto, oltre il torrente Martorano.
Le origini dei primi insediamenti in questo antico borgo risalgono all’epoca romana. Ciò è attribuibile ai numerosi reperti archeologici attualmente conservati nei musei di Napoli e Benevento.
Si tratta di un borgo che si conserva benissimo nella sua antica struttura medievale, con vicoli e piazze, ristrutturate ma mai snaturate.
Il nome Sant’Agata de’ Goti risale al VI secolo d.C., quando i Goti, sconfitti nella battaglia del Vesuvio, ottennero di rimanere nelle loro fortezze come sudditi dell’Impero.

Sono tante le opere che possiamo ammirare, tra le tante piazzette del borgo:

Il Duomo, la cui fondazione risale al X sec., al periodo cioè in cui Sant’ Agata de’ Goti ridivenne sede vescovile. E’ stato più volte ristrutturato in seguito alle distruzioni sismiche, in cui è andata persa la maggior parte delle sue strutture architettoniche, come le colonne di marmo verde e il pavimento. La cripta romanica, restaurata di recente, mostra elementi architettonici di riutilizzo da templi antecedenti, forse addirittura pagani.

S. Menna è la chiesa più antica di Sant’ Agata. Fino al XVII sec. conteneva le reliquie di S. Menna, S. Brizio e S. Socio, spostate nel Duomo. La chiesa ha un atrio con accesso laterale, all’ interno tre navate su due file di colonne, e pavimento a mosaico. Addirittura possiamo ammirare un’ incisione marmorea a caratteri bizantini inserita nel pavimento.

Il Castello, originariamente pensato come fortezza militare, in seguito venne adattato a Palazzo Ducale, dimora patronale e sede di giurisdizione quando Sant’ Agata de’ Goti divenne centro regio di giurisdizione. E’ stato abitato dai principi della Real Casa di Artois di Francia, dagli Acquaviva, dai Della Ratta, dai Carafa ed era dimora preferita dai baroni dei luoghi circonvicini che vi si trattenevano buona parte dell’anno. Il Castello sorge di fronte alla chiesa di S. Menna. Esteriormente ha un aspetto tozzo, e in origine era munito di quattro torri angolari, di cui resta una adibita a carcere fino a pochi decenni addietro. Sorprende di questa torre ex - carceraria la compattezza e finitezza stilistica; è sicuramente di epoca posteriore, catalana o aragonese. Si presume che le altre torri siano state spianate per liberare spazio in un luogo già angusto.

Vuoi conoscere gli altri borghi d’Italia? Guarda il nostro speciale sui più affascinanti borghi d’Italia.
Vedi anche il post sul borgo Buonconvento e Palombara Sabina.

Macerata: la citta’ della carrozze

carrozzeMacerata è una città di 43.057 abitanti dell’Italia centrale, capoluogo dell’omonima provincia delle Marche. Sorge su di un colle tra la vallata del fiume Potenza a nord e quella del fiume Chienti a sud ; è sita a 30 km a ovest del mare Adriatico e dista circa 60 km dall’Appennino umbro-marchigiano.

Macerata è una città d’arte ricca di monumenti.
I monumenti principali sono situati nella centralissima piazza della Libertà: qui possiamo ammirare lo splendido Palazzo del Comune e la Loggia dei Mercanti, costruita nel 1505 per ospitare il mercato della città. La piazza è chiusa dall’elegante Palazzo della Prefettura, edificato nel ‘500 per ospitare i legati pontifici. Il Palazzo ha un portale marmoreo arricchito con candelabri e a destra di esso tracce di archi ogivali del sec. XIII, della prima costruzione.

Sempre in Piazza della Libertà sorgono la Torre dell’Orologio (1485) ed il teatro Lauro Rossi, costruito nel 1767 su disegno di Antonio Bibiena.

Poco distante dalla piazza sorge uno degli edifici più conosciuti dell’intera città, il cosiddetto Sferisterio, un’arena (terminata nel 1829) che ospitava il gioco del pallone al bracciale ed in seguito spettacolo di lirica e rappresentazioni teatrali. Lo Sferisterio di Macerata è una struttura teatrale unica nel suo genere architettonico. Lo sferisterio è così chiamato per la sua particolare pianta a segmento di cerchio alla destinazione d’uso originaria, come luogo per il pallone col bracciale.
Ha una capienza massima di 3000 persone ed è noto da qualche anno per la stagione estiva dell’opera chiamata “Macerata Opera”.
Tra gli edifici religiosi vanno citati il settecentesco Duomo ed il Santuario della Madonna della Misericordia, edificato nella seconda metà del ‘700 sul luogo dove anticamente sorgeva una cappella votiva del ‘400. L’interno del Santuario è ricco di stucchi e di marmi pregiati, nonché di eleganti ferri battuti. Il progetto è del celebre architetto Luigi Vanvitelli.

Macerata è denominata “città delle carrozzeâ€, in quanto nel 1962 fu istituito il Museo delle carrozze, in seguito alla donazione di un gruppo di carrozze e dei relativi equipaggiamenti da parte del Conte Pier Alberto Conti di Civitanova Marche. In questo museo troviamo sette carrozze del primo ‘900, di cui sei sportive e una di utilità: le prime venivano utilizzate in brevi viaggi in città o campagna mentre la seconda addestrava esclusivamente i giovani cavalli al tiro della carrozza. E’ inclusa nella donazione una ricca serie di selle, tra cui anche una da amazzone, morsi, frustini, briglie, e ferri da cavallo, finimenti per attacchi a pariglia, a quattro o a sei cavalli, ma anche libri, manuali di ippica, stampe e fotografie d’epoca.

A Monza con BedandBreakfastMania

monzaCosa vi ricorda Monza? Sicuramente il “Gran Premio di Formula 1″. Ma Monza è molto di più: scopriamola insieme.

Monza si trova a Milano, in Lombardia ed è il capoluogo della Brianza. La città è attraversata da nord a sud dal fiume Lambro. All’ingresso del centro storico, fra le vie Zanzi e Aliprandi una biforcazione del fiume, creata artificialmente a scopo difensivo nei primi decenni del XIV secolo, dà luogo al Lambretto che si ricongiunge al corso principale del Lambro alla sua uscita a sud dall’antica cerchia delle mura (oggi interamente demolite).

Monza è una città storica. Iniziamo col visitare la Villa Reale. Essa è uno dei monumenti più importanti della città. La villa nacque come simbolo del prestigio e della magnificenza della corte asburgica, voluta dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria per il suo quarto figlio maschio, l’arciduca Ferdinando d’Austria, che in quel tempo risiedeva a Milano in qualità di Governatore della Lombardia e desiderava una villa fuori città per trascorrervi la stagione estiva e per andare a caccia.

Dalla Villa Reale possiamo accedere al Parco di Monza. Esso ha una superficie di 750 ettari. Al suo interno scorre il fiume Lambro. Il parco è ricco di boschi, prati, coltivazioni.

L’Arengario si trova nel punto più alto del centro storico. È l’antico Palazzo Comunale di Monza, costruito nel XIII secolo. Inizialmente era privo della torre e della “Parlera”, il balcone da cui si affacciavano i governanti per parlare alla popolazione.

Il Museo del Duomo ospita gran parte dei tesori risalenti all’epoca della regina Teodolinda, tra cui la Chioccia con i pulcini, la Croce di Agilulfo e la Corona Ferrea.

Il Duomo è un edificio maestoso e ricco di capolavori. Il campanile, eretto nel XVII secolo, è stato restaurato nell’ultimo decennio.

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