Turismo in Sardegna: dati sconfortanti

vacanze in sardegna

Tutt’altro che confortanti gli ultimi dati e le previsioni sul turismo in Sardegna per questa stagione turistica.

Secondo uno studio promosso da Confcommercio-Confidi Commercio, realizzato su un campione molto ampio (ovvero il 20% del comparto totale ricettivo alberghiero ed extralberghiero del Nord della Sardegna) emergono dati negativi: diminuiscono le prenotazioni soprattutto da parte dei turisti italiani.

Fortunatamente però si conferma la tendenza (registratasi già negli ultimi anni) ad un incremento di domanda da parte di turisti stranieri.  Sicuramente, come afferma anche Giorgio Macciocu, presidente di Confturismo nord Sardegna, l’andamento climatico sfavorevole avutosi nella prima stagione è stata una delle cause del calo di prenotazioni.

E’ anche vero però, che si sono registrati aumenti di prezzi (non solo da parte degli hotel, ma anche dei servizi annessi) che hanno portato sfiducia e tentennamenti nei turisti italiani.

Consigliamo senz’altro di trascorrere le vacanze in questa splendida isola, magari prenotando in un Bed and Breakfast in Sardegna. Sicuramente scegliendo questa tipologia di ospitalità sarà possibile allungare di qualche giorno il proprio soggiorno e magari risparmiare una cifra di danaro non trascurabile.

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2 Commenti »

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2 Risposte a “Turismo in Sardegna: dati sconfortanti”

  1. diggita.it dice:

    Turismo in Sardegna: dati sconfortanti…

    Previsioni purtroppo scoraggianti emergono dagli ultimi dati sul turismo in Sardegna.
    Si sta registrando infatti un sensibile calo di prenotazioni da parte dei turisti italiani: a quanto pare la motivazione principale è data dalla poca disponibilità …

  2. Bat dice:

    Sono anni che vado in Sardegna, e ci andrò anche quest’anno anche se per la prima volta ho preso in considerazione mete alternative.
    Il motivo? I costi aumentati in modo non giustificato e di certo non di pari passo con i servizi offerti, praticamente nulli, praticamente ci si sente presi in giro da persone che vogliono arricchirsi lavorando 4 mesi l’anno.
    Continuando così si troveranno dei ricconi e gente col sacco a pelo, il turismo medio (gente tranquilla che comunque paga) se ne andrà altrove a metà prezzo.
    La Srdegna è troppo grande per riservarsi a pochi ricchi.
    Anche la Costa Smeralda e la Vita Smeralda sono diventate alquanto provinciali.

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